In un mondo che corre sempre più veloce, la vera rivoluzione è assaporare ogni attimo, con la consapevolezza di vivere ogni esperienza nel miglior modo possibile. Il turismo contemporaneo si basa sulle esperienze uniche e irripetibili, spesso legate a doppio filo al mondo dei social: viaggiare oggi è sinonimo di condivisione. Sui social network il più delle volte nascono le ispirazioni che spingono a intraprendere un viaggio.

Tra le tendenze più interessanti dell’ultimo periodo, c’è il cosiddetto snackpacking, cioè l’abitudine di consumare cibi strettamente legati alla cultura del territorio, a portata di zaino però, infatti la parola nasce proprio dall’unione tra snack e backpacking (spuntino e zaino). I turisti contemporanei attratti dalla possibilità di fare viaggi flessibili, scelgono cibi da poter consumare durante trekking urbani, cammini nella natura e in sella a bici o moto. Mentre un tempo però, il pranzo a sacco era un semplice e anonimo panino, oggi i prodotti locali sono in cima alle preferenze di gusto.

Dello snackpacking, il trend dell’estate 2026, hanno parlato le principali testate giornalistiche nella sezione dedicata ai viaggi e al cibo. Si tratta di un fenomeno che parla più lingue: in tutto il mondo i turisti scelgono la destinazione anche in base alla possibilità di gustare cibi genuini. I dati sono chiari: secondo il Global Travel Trends Report, citato da Forbes International, per l’89% dei Millennial e della Gen Z assaggiare le specialità locali non è un semplice piacere, ma una tappa fondamentale dell’esperienza. È tra i profumi che si sprigionano dai banchi dello street food che il 69% dei viaggiatori sceglie di iniziare la propria esplorazione; il 53% si lascia attirare dalle insegne dei panifici storici, mentre il 50% ama curiosare tra minimarket e botteghe di quartiere.

E se la Calabria diventasse una meta di snackpacking, su quali prodotti potrebbe puntare? Immaginate un tour alla scoperta dello street food made in Calabria, di viaggiare tra borghi, sentieri, tornanti sospesi tra mare e monti e di fare delle soste tra botteghe, forni, caseifici e salumifici. Quali delizie calabresi sarebbero la compagnia ideale per un viaggio on the road?

Ecco qualche proposta dal Pollino allo Stretto, per rendere la Calabria la meta ideale per la moda del momento:

Il pane di Cerchiara farcito con il Caciocavallo Silano DOP: un matrimonio d’amore tra l’eccellenza del Pollino e il gusto delle valli della Sila: la doppia levitazione del pane permette una più lunga conservazione e di conseguenza consente di non perderne la fragranza, creando un connubio perfetto tra pane e il delizioso formaggio semiduro a pasta filata. Un tocco di gusto in più? Una fetta di soppressata piccante e lo street food perfetto è servito!

La Pitta Catanzarese ripiena di peperoni, patate e ciccioli di maiale è l’ideale per ricaricare le energie passeggiando tra boschi e sentieri. Una pietanza che amalgama i sapori della terra, molto amata dai locals, rispecchia in toto le caratteristiche della cultura culinaria locale.

Il Pane Jermano (pane di segale) dell’Aspromonte dona la giusta carica di energia ai viaggiatori, soprattutto se farcito con la Nduja di Spilinga o il Pecorino del Monte Poro DOP o il Pecorino Crotonese DOP.

Lo snackpack non può essere completo senza un po’ di dolcezza, quindi per rendere l’esperienza ancora più memorabile come non aggiungere un Bocconotto di Mormanno, un Mustazzolo di Soriano, la Pitta ‘mpigliata silana o un Piparello dello Stretto?

Sapori semplici che fanno parte dell’antica tradizione culinaria della Calabria, piatti e pietanze che evocano la famiglia, valori, che possono però diventare la motivazione che spinge a intraprendere un viaggio in Calabria, attraendo quei viaggiatori desiderosi di vivere esperienze di gusto radicate al territorio. Immergersi in un’altra cultura significa viverne gli aspetti più significativi e da sempre il cibo ne rappresenta i valori.

Cosa fare dunque per sfruttare questa moda per valorizzare la Calabria come meta turistica, anche fuori stagione? Un’idea potrebbe essere creare un vero e proprio Calabria Snack Pack, da promuovere anche sui social, personalizzato in base all’area in cui viene proposto. Lo Snack Pack calabrese potrebbe includere uno storytelling incentrato sulla storia del prodotto e del produttore, nell’ottica di una valorizzazione completa del territorio.

Di Debora Calomino

Giornalista pubblicista, specializzata in turismo e marketing territoriale. Laureata in scienze del turismo e valorizzazione dei sistemi turistico culturali, collabora con diverse testate giornalistiche. Fondatrice di Visioni Turistiche Magazine.

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